Cos’è veramente il calvinismo? Espiazione limitata (secondo punto)
Questa è la seconda puntata della serie sui cinque punti di calvinismo. L’ultima volta, abbiamo parlato della dottrina della predestinazione o “dell’elezione incondizionata”. Questa volta prendiamo in considerazione la dottrina dell’espiazione “limitata” o “definita”. Dei cinque punti del calvinismo, questo è sicuramente il più controverso e forse quello che causa più confusione e preoccupazione.
Perché la dottrina è controversa? Perché la domanda è: Per chi è morto Cristo? Cristo è morto solo per coloro che il Padre ha eletto prima della fondazione del mondo o anche per coloro che il Padre non ha eletto? Detto altrimenti, Dio ha semplicemente mandato Cristo alla croce per rendere la salvezza possibile? Oppure Dio, da ogni eternità, ha un piano di salvezza col quale, secondo la sua grazia straordinaria, ha finalizzato l’espiazione per rendere certa la salvezza del suo popolo? Ecco la domanda.
Nel XVII secolo, il teologo riformato inglese John Owen scrisse un libro intitolato “La Morte della Morte nella Morte di Cristo” (1647). È un’esaustiva difesa della dottrina calvinista dell’espiazione limitata. L’oggetto principale del discorso di Owen è di chiedersi la semplice domanda se la morte di Cristo abbia reso la salvezza effettiva, oppure semplicemente possibile. Owen affermò vigorosamente la prima.
Praticamente, Owen afferma che ci sono solo tre possibili risposte alla domanda: per chi è morto Cristo?
1) Cristo è morto per tutti i peccati di tutte le persone (quello che insegna l’universalismo),
2) Cristo è morto per alcuni dei peccati di tutte le persone (quello che insegna l’Arminianesimo),
3) Cristo è morto per tutti i peccati di alcune persone (quello che insegna il Calvinismo).
In quest’episodio, i pastori Vincenzo, Gavino e Mike parlano della dottrina “espiazione limitata”.