Una conversazione sugli aspetti che contano della fede cristiana da una prospettiva teologica riformata.
La Riforma protestante non nacque dal nulla.
Quando Martin Lutero rese pubbliche le sue 95 Tesi nel 1517, l’Europa era già attraversata da profonde tensioni religiose, ecclesiastiche e culturali. Da tempo si levavano voci che chiedevano una riforma della Chiesa. Il papato attraversava gravi crisi, la corruzione del clero aveva indebolito la fiducia nelle autorità ecclesiastiche e il cristiano comune viveva all’interno di un complesso sistema di sacramenti, penitenze, indulgenze, pellegrinaggi e reliquie.
Nel frattempo, qualcosa stava cambiando. Il Rinascimento e l’umanesimo incoraggiavano un ritorno alle fonti — ad fontes. Studiosi e teologi tornavano a leggere la Bibbia in greco e in ebraico e riscoprivano gli scritti dei Padri della Chiesa. La stampa permetteva alle nuove idee di attraversare l’Europa con una rapidità senza precedenti. E figure come John Wycliffe e Jan Hus avevano già sollevato domande che non sarebbero più scomparse.
Perché fu necessaria la Riforma? E che cosa rese possibile proprio in quel momento storico un cambiamento così profondo?
In questo episodio di Ad Fontes torniamo al mondo che precedette Lutero per comprendere il retroterra religioso, storico e culturale della Riforma protestante.
Ma soprattutto scopriremo che, al cuore della Riforma, non troviamo semplicemente una protesta contro la corruzione della Chiesa o un grande cambiamento culturale.
Troviamo una riscoperta del Vangelo.
Una riscoperta della buona notizia che il peccatore non viene riconciliato con Dio mediante i propri meriti, le proprie penitenze o le opere della Chiesa, ma per sola grazia, mediante la sola fede, in Cristo soltanto.
Perché la Chiesa ha continuamente bisogno di tornare alle fonti.
Alla Scrittura. Al Vangelo. A Cristo.
Ad Fontes — Episodio 77: Perché la Riforma? Il retroterra della Riforma.
Episodio 77:
Perché la Riforma?
Il retroterra della Riforma protestante del XVI secolo
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