
Cos’è veramente il calvinismo? Elezione incondizionata (primo punto)
La differenza cruciale tra il calvinismo e l’arminianesimo si riassuma nella parola “grazia”. Il calvinismo proclama un Dio che salva i peccatori. L’arminianesimo, invece, parla di un Dio che permette all’uomo di salvarsi. Il principio principale di tutta la teologia riformata è questo: la salvezza viene dal Signore. Si tratta della grazia sovrana di Dio dall’inizio alla fine.
Ma cosa significa che siamo stati scelti da Dio prima della fondazione del mondo? Che cos'è la dottrina della “predestinazione” o dell’ “elezione incondizionata”? Cosa significa le parole di Gesù: «Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi» (Giovanni 15:16)? L'elezione si basa sulla previsione della fede? La dottrina dell'elezione ci rende indifferenti all'evangelizzazione e alle missioni? Se Dio ha già eletto coloro che vuole salvare, perché dovremmo preoccuparci di predicare il Vangelo?
In quest’episodio, i pastori Vincenzo, Gavino e Mike rispondono a queste e altre domande.

La teologia di Francesco Turrettini (1623-1687): Una conversazione con Pietro Bolognesi
Francesco Turrettini (1623-1687) fu uno dei più importanti teologi riformati del XVII secolo e promotore dello sviluppo di un movimento noto come ortodossia protestante. La sua L’istituzione della teologia persuasiva è una delle principali opere dogmatiche riformate e ha mantenuto la sua influenza soprattutto perché venne utilizzata ai seminari presbiteriani negli Stati Uniti. L'opera è logica, chiara e deliberatamente polemica nella forma, difendendo la posizione confessionale riformata, mentre è accompagnato da una grande esposizione positiva di argomenti teologici. Oggi, tuttavia, Turrettini può essere letto in italiano, grazie a Pietro Bolognesi, che ha tradotto e pubblicato una gran parte dell’Istituzione. In questa puntata, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo dialogano con il pastore Bolognesi sulla vita e la teologia di questo gigante svizzero-italiano, Turrettini.

Qual è il vero significato del Natale?
Per molti, tuttavia, il Natale non è più una festa cristiana, è una festa, punto. Una grande, luminosa, divertente festa per condividere e dimostrare affetto alle persone care, ma non può essere troppo cristiana. In effetti, alcuni si offendono per gli auguri di Natale. Dicono che è meglio dire “Buone feste” e non “Buon Natale”. Dicono che, per essere più politicamente corretti e inclusivi, dovremmo lasciare Cristo fuori dalla festa.
Altri, invece, non sono così offesi dalla presenza di Gesù a Natale. Per loro, il presepe è solo un’antica tradizione italiana. Dicono che Gesù Bambino è un simbolo universale di pace. Addormentato nella mangiatoia, il bambino rappresenta il modo in cui noi dovremmo vivere: gentile, mite e innocente. Per molti che interpretano la nascita di Gesù in questo modo, il vangelo non è altro che un potente mito, progettato per insegnarci una buona lezione morale.
Ma la Bibbia ci dice qualcosa di diverso. Il Natale è molto più delle tradizioni che ci piacciono o del materialismo che non ci piace! Non è solo una festa per la famiglia. Non è solo un momento per essere gentili e generosi. Quelle cose vanno bene, ma non sono il vero significato del Natale.
Il Natale rappresenta un ricordo annuale della più grande storia mai raccontata: la venuta del Figlio di Dio in questo mondo per redimerci. Quindi, il Natale è una festa che celebra la promessa di Dio!
Ascolta la conversazione tra i pastori Mike, Gavino e Vincenzo.

Maria e la mariologia: Una conversazione con Leonardo De Chirico
Qui in Italia l’8 dicembre è una festa nazionale, cioè l’Immacolata concezione di Maria. Questa festa celebra il dogma della Chiesa Cattolica Romana secondo cui Maria, la madre di Gesù, è stata preservata dal peccato originale. Inoltre, la Chiesa cattolica romana insegna ufficialmente che Maria è una vergine perpetua, mediatrice e che non morì mai ma fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima. Per il cattolicesimo, la mariologia non è un elemento secondario della fede, ma centrale. In effetti, il Catechismo della Chiesa cattolica romana afferma che «la pietà della Chiesa verso la Santa Vergine è elemento intrinseco del culto cristiano». Ciò significa che non ci può essere un vero culto senza la devozione per Maria.
Ma cosa insegna la Bibbia? Cosa c’è di significativo in Maria? E che cosa ci insegna il suo ruolo nella storia redentiva? I pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano di quest'argomento con l'ospite speciale Leonardo De Chirico, autore del libro Maria: Una guida evangelica (Alfa & Omega, 2017).
Il dott. De Chirico è pastore della Chiesa Evangelica Breccia di Roma, professore di teologia storica presso l’IFED, direttore della rivista “Studi di teologia” e del podcast “Reformanda Initiative”, e autore di diversi libri e articoli.

Cos’è il presbiterianesimo?
Una chiesa locale che non ha una pluralità di anziani è come un’antica città senza mura. Proprio come i bastioni e le porte fortificate aiutavano a salvaguardare una città in modo che la vita civile potesse prosperare, così anche una pluralità di presbiteri nella chiesa aiuta a preservare la vita nel regno di Dio. Una chiesa in cui il pastore è l’unico anziano o possiede la massima autorità tra i suoi leader si trova in una posizione molto vulnerabile, esposta ai pericoli del potere, della personalità e del conflitto. Basta osservare l’ascesa e la caduta di molte influenti chiese evangeliche negli ultimi anni per rendersi conto di quanto ciò sia vero. Nella maggior parte dei casi, il crollo finale è stato il risultato di una mancanza di autorità condivisa tra un gruppo di anziani.
Il modello biblico per il governo della chiesa non è un sistema gerarchico in cui il pastore anziano è un vescovo superiore agli anziani della chiesa. Il ministero della Parola non dipende soltanto dal ministro della Parola. I cristiani non sono responsabili nei confronti di un solo leader. Invece, Cristo si prende cura della sua chiesa attraverso una pluralità di anziani. Questa responsabilità condivisa aiuta a proteggere il gregge dagli abusi spirituali e dal bullismo che potrebbero verificarsi più facilmente in una chiesa dove tutti siano responsabili verso un solo uomo.
In questa puntata i pastori Vincenzo, Gavino e Mike parlano del presbiterianesimo è perché è importante.